Capire qualcosa di calcio (una triste storia, ma con la morale).
Io, come calciatore, nasco tipo una specie di Materazzi. Stessa altezza, stessa magrezza, stesso viso a uscio, stessa ignoranza di fondo. Ad accomunarmi a lui, inoltre, una simile facilità nel gioco aereo e una uguale tendenza a colpire qualsiasi stinco che non avesse un calzettone del mio stesso colore e si trovasse a transitare entro un raggio di dieci metri dal mio ombelico. Visto che assommavo tutte queste qualità, mi piazzarono in mezza alla difesa quando avevo nove anni e mi ci lasciarono fino a quando di anni ne avevo venticinque. Sì, perchè in difesa me la cavavo benone: scivolate nel fango con tripudio di schizzi (anche di sangue, proprio e altrui), spazzamenti dell’area di rigore tramite sforbiciate volanti, artroscopie di ginocchi stranieri eseguite senza anestesia, stritolamento occulto dei coglioni dei saltatori avversari in occasione dei calci d’angolo a sfavore: tutte cose che eseguivo con rara maestria e divertendomi come se mi avessero chiuso in una stanza con Vittorio Sgarbi legato mani e piedi (lui).
Quello che mi ha rovinato, ad un certo punto della carriera di calciatore, è stata la mia tendenza al lancio lungo (oggi si direbbe “sciabolata morbida”) e al dribbling azzardato nell’area piccola. Sì, perché dopo qualche tempo che facevo lo stopper e/o il libero (oggi si direbbe, molto più genericamente, “il difensore centrale”), presi col ruolo la stessa confidenza che ci può essere tra Sandra e Raimondo dopo i loro 86 anni di matrimonio. Potevo vantare una certa eleganza e c’erano delle finezze rischiosissime che mi riuscivano bene, tipo retropassaggi di tacco al portiere all’altezza del dischetto del rigore o veroniche da incoscienti eseguite praticamente sulla linea di porta. Ho fatto ricoverare per angina pectoris almeno tre allenatori anziani, e uno addirittura sotto i trenta, astemio, vegetariano, non fumatore. Mi divertivo. Poi c’era questo fatto dei lanci: facevo più gioco io con le mie verticalizzazioni lunghe che una squadriglia di mediani di manovra. Le due ali si incrociavano, quella sinistra andava a destra e quella destra a sinistra? Fiuuummm, lancio per una delle due (quasi sempre per la destra che andava a sinistra, forse perchè essendo destro mi veniva meglio, o forse per questioni politiche, chissà). E il gioco si apriva. Un centrocampista si inseriva senza palla, puntando verso la porta avversaria? Arifiuuummm, lancio in verticale. E si guadagnava metri. Ah, come mi divertivo.
Poi, ad un certo punto della mia carriera, apparve uno strano allenatore. Era giovane, sei o sette anni più di me. Scapolo, ammanigliatissimo, aveva più donne che capelli in testa, guidava Mercedes rubate in Albania e comprate con leasing truffaldini. Pare che in gioventù fosse stato un giocatore eccezionale, fermato dalla rottura di un tendine rotuleo che non aveva più voluto sapere di riprendersi. Però era di Forza Italia, sfegatato. Silvio era il suo idolo, e lo venerava (a sentire lui, poi, addirittura ricambiato). Una volta non andai ad una partita. La settimana dopo, agli allenamenti, mi chiese perchè fossi mancato. Glielo dissi: ero ad una manifestazione a Roma, il culmine dell’okkupazione studentesca di quell’anno, che mi pare fosse contro una finanziaria di non so più chi. Io, a dire la verità, alla manifestazione a Roma ci ero andato (con l’autobus dei compagni della Pistoni Asso) perchè ci andava una mia amica delle magistrali, della quale ero invaghito (speravo di farmela, per dirla meglio). Inutile dire che dalla gita a Roma non ottenni niente, nè a livello politico nè a livello di toccate di puppe. Ed è inutile dire che da quel giorno lì, con l’allenatore di Forza Italia, non feci più vita.
- Sauro, bolscevico di stocazzo, rinvia quella cazzo di palla! - Mi gridava il mister dalla panchina. Oppure:
- Oh, pigliami quello lì, scioperato! Il 10, quello pelato con i capelli lunghi! Com’è che gli fai fare quello che cazzo vuole? Piglialo, fai conto che sia un prete, vai! Vaffanculo te e il proletariato, testa di minchia!
Cose del genere. Un giorno che lo rividi, qualche anno fa, si era convinto che la moglie di Prodi fosse coinvolta nei fatti di Cogne e mi disse che stava lavorando a un dossier per incastrarla. E non è che facesse il giornalista, eh? Mi pare fosse un rappresentante di polistirolo, sonasega. Faccio per farvi capire che tipo fosse.
Questo tipo qui, un giorno, si convince che io in difesa ero “sprecato”.
- Cioè, dai, te c’hai i piedi troppo buoni per stare in difesa. Ma li vedi i lanci che fai?
- Ma io?
- E i dribbling? No, via, te non mi ci puoi sta’, in difesa. Te il gioco lo vedi, c’hai occhio. Dalla prossima ti metto a centrocampo!
E dalla prossima mi mise a centrocampo. Io non so se voi vi intendete di calcio, se avete mai giocato, se avete presente la differenza tra un ruolo che si gioca quasi da fermo (il libero) e uno che per farlo bene ci vogliono i polmoni della capienza di di una busta della Coop (il mediano). Se non lo sapete, provate a chiedere a Salvatore Fresi, che nell’Inter fece la mia stessa parabola (discendente). Non ci capivo niente: per la prima volta in vita mia giocavo con gente che campava stabilmente alle mie spalle, un po’ come se fossero stati eletti in Parlamento. Io alle mie spalle ci avevo sempre avuto solo il mio portiere, da un vita. Adesso dietro di me c’erano delle presenze inquietanti: sentivo che si muovevano, le sentivo correre, ansimare, bestemmiare, mandare l’arbitro affanculo; allora mi giravo di scatto, impaurito, e non c’erano più. Si erano spostate sulla fascia, e adesso le avevo di lato. Allora guardavo di qua, e loro andavano di là. Quindi guardavo su, e loro andavano giù. Erano le punte avversarie, e sembravano dei ninja. Ma il problema non sarebbe stato neppure quello. Il problema era che se mi giravo verso la mia porta per vedere chi avevo alle spalle, mi trovavo ad avere altra gente dietro di me, dall’altra parte. Dall’altra parte! I centrocampisti e i difensori. Mi sentivo accerchiato. Non facevo in tempo a ricevere un pallone, che subito li sentivo arrivare. Cioè, mi spiego, erano proprio delle presenze tangibili: sentivi prima una specie di pizzicorino alla nuca, tipo Uomo Ragno, poi i passi, poi gli ansimi e il fiato sul collo, poi quattro o cinque dei tuoi compagni ti gridavano, “Sauro! Uomo! Sauro! Arriva! ECCOLOECCOLOECCOLO, VIAVIAVIAVIAVIAVIA”. Dè, immaginatevi. Il panico. Il pallone cominciò a scottare. Avevo una paura boia che, una volta che lo avevo tra i piedi, mi aizzassero contro una muta di pit-bull. Cominciai a buttarlo via a caso, di prima, non appena aveva la ventura di arrivarmi a tiro. A volte, calciandolo con gli occhi chiusi, capitava che andasse dove c’era un mio compagno smarcato, e allora mi arrivavano gli applausi. Altre volte, sempre calciandolo al buio, capitava che lo sparassi verso l’incrocio dei pali della mia porta: allora arrivavano i vaffanculi, a me e al “budello di mi’ madre’”. Senza contare che avevo un’autonomia di corsa di dieci minuti. Anzi no, ripensandoci, per correre correvo, solo che correvo completamente ad minchiam. Se il pallone era a destra, io mi trovavo a sinistra, sfiancato. Se si spostava nella tre quarti avversaria, io facevo uno scatto di cinquanta metri verso la mia area di rigore. Se il pallone tornava nella mia area di rigore, io mi precipitavo sulla lunetta del calcio d’angolo avversario, a parlare col guardalinee. E poi ero leeeeento. Lentissimo. Non avevo proprio il passo. Cazzo, vedevo gli arbitri che mi sfrecciavano accanto come leopardi. Gli arbitri, le persone con la corsa più ridicola che abbia mai visto! Quando corrono, gli arbitri, sembrano babbuini ai quali è rimasta la carta igienica tra le chiappe. E andavano più forte di me! Non mi divertivo più.
Però l’allenatore sembrava contento, come nella canzone di De Gregori. Una domenica, dopo l’ennesima partita nella quale Don Lurio non avrebbe sfigurato se fosse stato al mio posto, mi disse:
- Grande Sauro! Hai visto? Te sei un centrocampista nato! Io c’ho occhio, maremma cane! Dammi retta!
- O Mario, - gli risposi, - ma sei sicuro? Oggi dagli spalti mi prendevano a sputi…
- Erano avversari, bischero!
- Eh? Avversari? No, ma che avversari: guarda che mio zio finora ha sempre tifato per noi…
- Ma via, stai bonino, io c’ho occhio! Te devi fare gioco nel mezzo al campo: c’hai il dribbling! Dammi retta, vedrai che carriera ti faccio fa’! Il dribbling! Il lancio!
- Il dribbling, eh?
- Certo! Vai tranquillo!
Io andai tranquillo. E fu così che, nel giro di pochi mesi, persi il posto di titolare, la fiducia in me stesso e il saluto di mio zio, grande tifoso della squadra del paese. E fu così, in questo modo triste e malinconico, che smisi di giocare a calcio, uno dei miei più grandi amori insieme ai fagioli all’uccelletta e ai film di Pierino.
Ora, questa storia, come dicevo anche nel titolo, ha una morale. La morale è la seguente: chi vota Forza Italia, secondo me, non capisce un bel segone nulla di calcio. Come vedete, tutta la storia che ho imbastito era per veicolare in modo spregiudicato e senza scrupoli un ben preciso messaggio politico, che deve arrivare alle masse: mi raccomando, leggete questo mio racconto e passate parola. Ci siamo capiti.
p.s.
Un altra morale del racconto, più nascosta (o forse meno), potrebbe essere anche questa: mai arrivare alla fine di una cosa che ho scritto io pensando di trovarci una morale seria, perchè c’è il rischio di rimanerci veramente di merda.
Sauro è un genio. Gli piace il noir, gli piace il grottesco, gli piace l’umorismo. Scrive su piccolo blues della costa ovest e su cabaret bisanzio. Da oggi scrive anche da noi. [ndSte]
Commento di JohnnyDurelli
Io questa Factory la amo sempre di più. Sìssì.
(Che commento idiota e del cazzo).
2 Luglio 2008
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Commento di Robilant
Sauro è un grande. Il migliore fra i bizantini. Piacere di leggerlo qui.
2 Luglio 2008
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Commento di il Vicerè
Sauro, se passi da Roma e vuoi giocà a calcetto facci sapere.
Nessuno vota per Forza Italia, e pur essendo fondamentalmente delle seghe, di pallone ci capiamo.
SalvS!
2 Luglio 2008
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Commento di fabio
fenomenale!!!
2 Luglio 2008
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Commento di Ted
@robilant: Sauro il migliore?! Minchia, mi atterri il cabarè così… gulp
2 Luglio 2008
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Commento di Barby61
Azz…Sauro, mi hai fatto scompisciare dal ridere, complimenti !
Domanda: non è che abbiamo la toscanità in comune ?:o)
Quel dè, sonasega, quei fagioli all’ucceletto, beh, mi farebbero pensare di sì, ecco .. ed anche la morale di questa divertente storia, ovviamente ! :o)
P.S. Complimenti anche al talent-scout
2 Luglio 2008
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Commento di stefano havana
barby: vabbè, a trovare talenti così (o come Harlot del post precedente) non ci vuole molto. Si tirano fuori da soli :-) Spero vivamente che tali “collaborazioni” continueranno, soprattutto dopo l’estate (ché mò siamo tutti stanchi ed accaldati per tenere i computer accesi per troppo tempo).
Intanto grazie Sauro, sei un grande :-)
(anche se Materazzi è l’anticalcio…)
[Ste]
2 Luglio 2008
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Commento di centopercento
Io ho fatto un altro percorso: portiere, attaccante, poi mi sono spaccato il ginocchio e ora ogni tanto sto ancora in porta.
La morale però non l’ho ancora trovata. A sto punto mi fate venire il dubbio che la sfiga voti Forza Italia.
2 Luglio 2008
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Commento di Mari8anna
Boia de’ che bel post!
2 Luglio 2008
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Commento di stefano havana
Mari8anna: lo sapevo! lo sapevo! lo sapevo! :-))
[Ste]
2 Luglio 2008
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Commento di Sauro
Grazie a tutti per il benvenuto. Ciao, saluto tutti quelli che mi conoscono :-)
2 Luglio 2008
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Commento di Sauro
Ah, dimenticavo: sono pisano, sì. Spero non si senta troppo.
2 Luglio 2008
--2
Commento di maia
si bello, bello, però continuo a non capire perché diamine hai messo la fotina di staschi e acc…
(ho vinto una scommessa :))
2 Luglio 2008
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Commento di Barby61
@Sauro
Ellodicevo io !!:o) Finalmente un toscano in mezzo a tutti ’sti romani..:o)
@Talent-Scout
Non perdere un colpo con le new entries non è roba da tutti, ci vuole fiuto.
@Voi tutti
Ehm..scusate l’ignoranza, ma i due della foto (che non sono nè Borg nè uno dei gemelli dei Cugini di Campagna) chi sono ?
Giocatori della vecchia nazionale argentina per caso ?
2 Luglio 2008
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Commento di Barby61
O nazionale tedesca anni ‘70 ?
2 Luglio 2008
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Commento di gigi massi
a me il biondo mi sembra Re Cecconi.
2 Luglio 2008
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Commento di e.
paul breitner e gunter netzer, se non ci vedo male perché sono diventato troppo vecchio. uno campione del mondo con la germania nel 74, l’altro no perché in nazionale smise di giocare un paio d’anni prima. credo che in questa foto però siano entrambi al real madrid. quindi ci hai mezzo indovinato :) cià!
2 Luglio 2008
+1
Commento di Mari8anna
Ste (o preferisci “Ciccio” :D)visto che fingi di lavorare e non ti connetti su MSN ti saluto qui,tra poche ore parto per Formentera,ti scroccherò un aperitivo al mio ritorno.Besos,dè! ;)
3 Luglio 2008
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Commento di Ornella
Barby, amica mia, ti ricordo che di toscana qui ci sono anche io! e siamo già tre e siccome “un si frigge coll’acqua”, facciomoci sentire con questi romani ;-)
Benvenuto Sauro, mi hai deliziata!
Ornella
P.S. forza Viola
3 Luglio 2008
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Commento di Sauro
Quelli nella foto sono Don Henley e Don Felder, rispettivamente batterista e chitarrista degli Eagles. O forse sono proprio Breitner (detto “Il Maoista”) e Netzer, e io mi sono confuso…
3 Luglio 2008
--2
Commento di stefano havana
e.:quanta cultura. Secondo me un uomo dovrebbe sapere di calcio e di nient’altro nella vita. Voglio dire: a che serve tutto il resto??
Mari8anna: t’ho risposto via sms. Cmq hai ragione, motivi contingenti :-) Buon viaggio, non fare troppi DANNI, ci si becca al ritorno :-*
ornella: ecco. Cercate, voi viola, di non vendere Mutu alla Roma. Grazie.
sauro: li hai fregati tutti :-)
[Ste]
3 Luglio 2008
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Commento di Barby61
Ornellina
ma come, sei toscana e non mi dici niente ?????
Cioè, forse me l’hai anche detto, ma non ricordo, sai com’è , si comincia a ricordare solo le cose ben lontane nel passato..AHAHAHAHAHAH !
Urge nostro incontro ravvicinato !:o)
Ste
Sinceramente io Mutu lo lascerei andare.
Questo suo gioco al rialzo per pagarsi la causa col Manchester o Chelsea o quale squadra che sia, a me non va giù.
Quindi, quando il mitico Gigì Biuffon gli ha parato il rigore ho goduto come una porcella, ma ovviamente, sono stata in minoranza, perchè qui a Firenze tifano nazionale solo i non-veri tifosi viola..PPPRRR..
3 Luglio 2008
--1
Commento di Ornella
Ste: io non so nemmeno chi sia Mutu, tifo viola perchè il mi’ babbo tifava viola, per tradizione familiare;-)
Barby: sono toscana di origine, aretina, ma vivo a Cremona da vent’anni, chiedi la mia mail a Ste che si chiacchera un pò.
Ornella
3 Luglio 2008
--1
Commento di maia
ehm… visti i miei trascorsi non proprio felici qui, sto cercando di trattenermi ma proprio non riesco. in pratica mi ci avete tirata dentro…
vorrei sapere se per favore ce lo date zauri.
se ce lo date noi faremo il sacrificio di tenerci mutu.
promesso!
3 Luglio 2008
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Commento di stefano havana
maia: direbbe un mio amico che invece di parlare di calcio, essendo donna, dovresti dedicarti ad altro, ma io non sono quel mio amico e, com’è noto, NON sono affatto d’accordo con lui. Detto questo: com’è noto alla Lazio non serve chiedere. Tu vieni, ti scegli il giocatore e te lo prendi. Nessuno opporrà resistenza, vai tranquilla. :-))
[Ste]
3 Luglio 2008
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Commento di Ted
@Ste: in pratica il tuo amico sei tu e non sei d’accordo con te stesso?
3 Luglio 2008
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Commento di Barby61
Perdonate il mio dialogo a distanza con Orny:
già chiesta mail a Ste, e ti scrivo presto !:o)
3 Luglio 2008
--1
Commento di stefano havana
Tra l’altro, un’altra cosa che fa il racconto di Sauro, e lo fa alla grande per me, è raccontare in maniera verosimilissima la DIFFICOLTA’ suprema del giocare a calcio. (ma direi del gioco di squadra in genere) Niente, lo volevo dire perché c’è troppa gente che crede che giocare a pallone sia prendere un pallone e portarlo dall’altra parte del campo. Viva il calcio! Viva chi lo gioca! Viva chi lo tifa!
[Ste]
4 Luglio 2008
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Commento di Alessandra
“Capire qualcosa di calcio” io? assolutamente no. Eppure, mi sono divertita parecchio a leggere questo post! :-)
4 Luglio 2008
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Commento di maia
@ste confermo. il pezzo descrive bene un po’ tutti i giochi di squadra, anche la pallanuoto.
fra l’altro mentre leggevo mi sembrava di rivivere la mia “carriera”.
anche io son passata da difensore ringhioso ad ala offensiva.
e dire che mi divertivo tanto a fare il raddoppio sulla boa e il jolly difensivo.
alle avversarie mi ci attaccavo proprio come una zecca e non le facevo respirare.
una specie di beppe iachini femmina arretrato.
in pratica un mostro.
insomma, mi divertivo un mondo.
poi un malaugurato giorno la nostra ala destra rimase incinta.
e al suo posto ci misero me.
da bravo difensore avevo un discreto senso del tempo, bruciavo regolarmente le avversarie sulle “ripartenze”.
così facevo bellissimi “contropiedi”, ma arrivavo davanti al portiere avversario completamente sfiatata e finivo per tirarle in bocca.
alla fine ho smesso proprio di provarci…
4 Luglio 2008
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Commento di maia
ps allora grazie per zauri…
4 Luglio 2008
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Commento di Ted
@Ste: non hai detto “W LA FIGA!”
4 Luglio 2008
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Commento di aNDy cAPp
Arrivo in ritardo nella discussione.
Io ho sempre giocato a sinistra. Terzino, principalmente, ma dai piedi buoni. Rapido e con visione di gioco. Per questo spesso mi hanno messo anche a mezz’ala e qualche volta di punta. Ecco stai sicuro che se giocavo di punta segnavo, avevo troppo fiuto del gol.
6 Luglio 2008
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