Periferia e speranza.
“Per ora mi tengo la disoccupazione. E’ una cosa che mi spetta sia chiaro. Sono 480 euro al mese fino a ottobre. Almeno cerco di rimettermi in forma. Ho paura di sentirmi di nuovo male e con questo caldo ti assicuro che starsene in un ospedale non è il massimo”. Ci interrompe il cameriere: “Ve le ho portate medie perché con l’happy hour conviene”. Conviene sempre tutto in questo Paese. Ti chiamano perfetti sconosciuti che guadagnano 60 centesimi all’ora per regalarti telefonini da trecento euro o per offrirti promozioni con la tv satellitare: 12 euro in più e ti vedi tutti i film che vuoi. L’unica cosa che non conviene, in questo Paese, è viverci. “Pensa che me l’ha detto un amico. Io nemmeno lo sapevo. Sono andato all’Inps e mi hanno fatto sapere che addirittura avevo perso due mesi. E neanche me li ridanno”. Le occasioni del resto vanno prese al volo. Non lo sai vecchio mio? Eppure ci sei anche rimasto scottato quell’estate: se fossi rimasto tu in Grecia con lei, magari a quest’ora avevi un figlio e un bar. Invece non volevi buttare i soldi del biglietto di ritorno. Ben ti sta, lei è rimasta lì con l’altro. E forse ti è andata bene. Perché in Grecia avresti servito ai tavoli comitive di italiani cocainomani come quelli che stanno qui, ma più abbronzati e gonfi di testosterone.
“Mi sono rotto il cazzo di fare il galoppino, c’ho trentuno anni. Posso pure rimettermi a fare il portiere di notte. In un anno avevo messo da parte dieci mila euro, i soldi con cui poi sono andato a Dublino. Era un buon posto, mi conveniva per le mance, ma ti fai un bel culo: tutte le notti, festività comprese. Non è il massimo della vita. Quanto puoi andare avanti?”. Le pinte sono già a metà, sarà il caso di ordinarne altre due perché con questa temperatura la birra si scalda subito. “Eccole, volete altri stuzzicchini?”, ci dice il tipo con la maglietta nera della Guinness macchiata di sudore. No, tieniteli gli stuzzichini. Avranno almeno tre giorni. E non vorrei approfittare così tanto dell’occasione, dell’happy hour. Mentre lo guardavo pensavo che una volta nei pub mettevano le cameriere tettone. O almeno io andavo solo in quelli. “Vorrei prendermi il patentino per fare l’agente immobiliare. Lo zio della mia ragazza fa il costruttore e dice che tra due anni vuole vendersi le case da solo. Ho visto la sua villa a Casal Palocco: c’ha una piscina enorme e un garage grande quanto tutta la palazzina. Devo imparare a fare qualcosa non posso andare avanti a pulire cessi”. Impara a fottere il prossimo, vecchio mio. Proprio come hanno fottuto te. Vendi una casa a più del suo valore e beccati il 4% di commissione, magari a fine mese uno stipendio da fame riesci a metterlo insieme. Così non sarai costretto a chiedere i soldi a tua madre per mettere benzina.
“Laura è incinta di Fabietto. Mi raccomando tienilo per te. Non sai che fine che ha fatto, è cocainomane persa, se l’è scopata tutta la zona”. Tutta la zona tranne noi. “Lascia perdere, che queste de adesso fanno schifo. Dovevamo nascere quindici anni dopo, sai che risate che ci facevamo. Ho sentito Bebbo, sta a Dublino pure lui. L’ho mandato io dai miei amici. Si trova bene, ha finito già il corso di primo livello. L’altra sera mi ha chiamato dal ristorante dove lavoravo: si era fatto una bottiglia di Barolo e tre Guinness. Si tratta bene lo stronzo. Pensa che lì a fare il barista guadagnavo 2500 euro. Una mia amica è andata su a lavorare per una azienda di telefonia e se ne becca 3500″. Penso a quale maledetto motivo ti ha fatto tornare. Non avevi una donna ad aspettarti, non avevi uno straccio di lavoro e quella vecchia di tua madre non la sopporti più. Una volta fatta la scelta e trovato il coraggio, non dovevi voltarti indietro. Ancora con la storia delle radici? In Italia ci vieni in vacanza. A fare il signore. “Andiamo va che c’ho la macchina in piazza, dammi uno strappo”. Prendiamo l’uscita senza passare per la cassa. Faccio almeno il gesto. “Lascia lascia, ho fatto io. La prossima volta tocca a te”. Farò io. Magari dall’altra parte dell’Oceano, vecchio mio.
Commento di Ornella
Mah! a mio avviso non aveva neppure la voglia di lavorare….o sono troppo severa?
Ornella
3 Luglio 2008
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Commento di Jon
Per me le radici non sono una nazione, ma delle facce, dei paesaggi, dei valori. Il paese e’ un insieme di cose a cui siamo abituati, amici, lingua, l’aria che si respira la sera. Non e’ facile abbandonarli, soprattutto non e’ bello ne’ una scelta completamente libera, anche per chi le radici se le porta dentro e non ha piu’ una patria. Molti resterebbero in Italia se riuscissero a trovare un motivo. Per me e’ come il bar del porto per un marinaio, ci torno con piacere e sollievo, ma con l’occhio sul mare.
Jon
3 Luglio 2008
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Commento di Matteo
mi sa che sono l’unico idiota che ha fatto il barista a glasgow per 980 sterline…
3 Luglio 2008
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Commento di centopercento
Mi ha fatto pensare alla storia di un mio caro amico, 32 anni, che da qualche mese è (guarda caso) anche lui a Dublino, ad arrangiarsi con non so quali lavoretti, scappato dall’Italia per mancanza di alternative.
Il fatto è che quel mio caro amico io lo conosco bene e so che la sua mancanza di alternative non nasce tanto dall’Italia che di alternative non gliene dà, ma dal fatto che ha sempre vissuto la vita senza preoccuparsi di costruire niente, senza investire su se stesso, senza cercare di crearsela, un’alternativa, ma facendo lui l’alternativo, quello che “questo sistema non mi avrà mai”, quello che “la società mi fa schifo”, quello che “il mondo è il mio paese”, quello che il problema è sempre negli altri ma mai in se stesso. Salvo poi trovarsi a trentanni senza niente in mano, senza un lavoro fisso, senza saper far nulla, senza una strada da seguire, senza radici, senza alternative, appunto.
Gurdando questo mio caro amico penso che, a volte, è troppo facile prendersela con il proprio paese (qualsiasi esso sia) e invece molto più difficile prendersela con se stessi.
3 Luglio 2008
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Commento di stefano havana
Ornella: non saprei dire. Non conosco la persona in questione. Ma se andycapp ne ha scritto, significa che non era di certo quello il problema.
jon: amen, amico mio.
matteo: serve un lavapiatti per 400 sterline al mese??
centopercento: ecco, parole sante. Io, infatti, non me la prendo col mio Paese. Me la prendo molto più spesso con me stesso. Io qui ci sto bene. E’ un gran bel Paese con gran bella gente: solo che bisogna cercare, frugare tra la spazzatura, è il caso di dire. Ma, si sa, dai diamanti non nasce niente, eccetera eccetera.
[Ste]
3 Luglio 2008
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Commento di Alessandra
Ciononostante, rimaniamo, o ritorniamo, sempre Qua; ma com’è?
4 Luglio 2008
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Commento di Il Pereira
Caro Andy ma non dovevi staccare per goderti la vacanza?
Che faccio ti chiamo?Vuoi sapere le ultime novità dall’ufficio?
Il Pereira
4 Luglio 2008
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Commento di aNDy cAPp
Chi resta in Italia lo fa solo perché si mangia bene e in fondo in fondo è un bel paese da un punto di vista paesaggistico e artistico. Il resto è tutto da buttare nel cesso non prima di averci pisciato sopra.
6 Luglio 2008
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