Un buco nero è un buco nero.

di stefano havana, 3 Settembre 2008

Se è vero, come sembra, che il giorno 10 di settembre il mondo finirà, allora sarà meglio che mi sbrighi a finire questi sms gratis. Anche se, con la sfiga che mi ritrovo, vedrete se non sopravvivrò. Ultimo uomo sulla terra o una cosa simile. Altro che Will Smith. Altro che Richard Matheson. Non che da ultimo uomo sulla terra potrei farci alcunché di utile con gli sms gratis. Però, se non altro, potrei inviarli a numeri a caso per vedere se almeno qualcuno è sopravvissuto. Anche se non credo che qualcuno potrebbe sopravvivere a un’eventualità del genere. Mi hanno spiegato che non sarà come una pioggia acida o un grande terremoto, ecco, mi hanno spiegato che non sarà una questione antropocentrica, bensì terracentrica, o una cosa simile, e che quindi la faccenda dell’estinzione della razza umana non sarà uno spettacolo fantascientifico, tipo una catastrofe con esplosione, brandelli di carne e teschi che si polverizzano alla velocità della luce, ma proprio un fatto che riguarderà il mondo, la terra, la quale, non ho capito come, entrerà dentro un buco nero e buonanotte al secchio. Il problema è che qualcuno ci dovrebbe spiegare, giacché dobbiamo crepare tutti, di che morte è che moriremo tutti. Perché, non so voi, ma io non me la riesco proprio a immaginare una morte per buco nero. Al di là delle facili battute, come si configura una morte per buco nero? Voglio dire: fisicamente, visivamente, meccanicamente, cosa ci succederà? Mi hanno spiegato che, almeno in teoria, il tempo si fermerà. E allora? Perché mai dovremmo morire per una cosa simile? A parte il fatto che sarebbe un problema per le partite di calcio, a noi esseri umani cosa comporterebbe? D’accordo, noi esseri umani non c’entriamo niente. E’ la terra che sarà annientata e bla bla bla, anche se “annientare”, a quanto ho capito, non è il termine giusto. Ma allora cosa? Io sono riuscito a pensare solo che il 10 settembre, ultimo giorno previsto della terra, sarà PRIMA del prossimo turno di campionato e che, per questo, davvero dovesse finire ogni cosa, la Lazio sarà matematicamente campione d’Italia, visto che al momento è prima in classifica. Perciò, tutto questo, unitamente al fatto che verrebbero spazzati via anche i notai, le guardie, i militari, i suv, i negroni sbagliati, i terrificanti mojitos di “Freni e Frizioni”, le ragazze grasse, i ragazzi depilati, gli ingorghi stradali, la pasta scotta, i pantaloni di lino bianchi, gli stabilimenti fighetti di Fregene dove si applaude al tramonto mangiando sushi e birra analcolica, i politici, i film di Muccino, le banche, i tassisti, Gigi D’Alessio, Massimo Ambrosini, Barbara D’Urso, i bonghisti di Piazza Trilussa appollaiati per terra, Vladimir Luxuria, i deejay milanesi delle radio gggiovani, gli yachts in terza fila a Porto Cervo, gli usurai russi che si stanno comprando tre quarti dell’Italia, Michele Serra, i perbenisti di sinistra che puntano il dito dai loro attici minimalisti, le cravatte a pois e l’infradito, tutto questo dicevo, cioè la Lazio campione d’Italia honoris causa, e l’eliminazione degli elementi nell’elenco di cui sopra, mi pare che stia a testimoniare come i vantaggi dati dall’imminente fine della razza umana siano superiori rispetto agli svantaggi. Infatti non è questo. Il problema è che vorrei capire com’è che si profila la morte per buco nero. Tutti questi paroloni, questi concetti sul congelamento del tempo, sulla fine terracentrica e vattelapesca, non riescono ad innescare nessuna immagine nella mia testa, se non una qualunque di quelle proprie dei film di fantascienza di George Lucas. Silenziose implosioni in luce accecante, su letto di detriti atmosferici con contorno di nubi tossiche e spargimenti radioattivi. Invece, mi dicono, lo scenario sarà tutt’altro. Come dobbiamo vestirci, insomma? Vanno bene le scarpe da ginnastica? C’è un qualche posto in cui sarebbe meglio stare, piuttosto che un altro? Se arriva uno tsunami, si sa quello che si deve fare: uno prende e fila veloce sulla collina più alta. Semmai si arrotola i jeans. E’ normale. Più sei in alto, più è difficile che l’acqua possa raggiungerti. A Puket tutti gli animali lo fecero e infatti a morire furono soprattutto gli esseri umani. Ma noialtri cos’è che dovremmo fare? Non dico per salvarci la pelle, ché, a quanto ho capito, è proprio inutile anche solo starci a pensare; ma quantomeno per farci trovare pronti, orgogliosi, hai visto mai che insieme al buco nero arrivino anche gambe snelle e decolleté? Uno mica le può sapere certe cose. Non so, non sono un esperto, ma immagino che finora nessuno, o quasi, sia morto per buco nero. (Tranne qualche pornodivo, ma a distanza di anni, e comunque in quel caso si chiama Aids) Chi mai, tra di noi, può vantare qualche amico, parente, amico di amici, che sia incappato in una tragica morte per buco nero? Si faccia avanti, se c’è. Io dico che non c’è. E, comunque, anche se ci fosse, non mi pare ipotizzabile che sia tornato a raccontarlo. Un buco nero è un buco nero. In genere i buchi neri sono incazzati a bestia, soprattutto se sull’agenda hanno scritto che devono inglobare un pianetino simpatico e complesso come la Terra. Conosco gente che si fa rodere il culo se deve srotolare l’amaca, figuriamoci annientare un pezzo del sistema solare. Per fortuna che io il 10 settembre lavoro, quindi non ci sarò a godermi lo spettacolo. Se non altro dovrei tornare in tempo.

  • Commento di jimmydixxx

    Massimo Ambrosini sopravviverebbe. Senza dubbio.

    3 Settembre 2008

  • Commento di Pillow

    il 10??!!? …evvai che per una volta tanto assisto /partecipo ad un evento senza avere il ciclo!

    3 Settembre 2008

  • Commento di Robilant

    Nel suo terzo libro, “Le ragazze Rettiliane sono fredde”, David Icke spiega che un buco nero è il posto dove va un pianeta quando viene squalificato. In realtà non è che succeda granché: agli abitanti saltano semplicemente tutte le otturazioni dentali e le protesi siliconiche. Ma sono infrequenti i casi di diarrea e di piede di atleta. La novità sta nel fatto che alla popolazione vengono vietate le trasferte su altri pianeti finché non sviluppa una tecnologia idonea a tornare indietro.
    Icke spiega inoltre che la Terra “già” si trova in un buco nero, e precisamente dal 1861, solo che nessuno se n’era accorto (data la nota scarsità, all’epoca, di otturazioni dentali e l’assenza assoluta di protesi al silicone) e dunque “adesso” stiamo per tornare indietro. Si torna indietro attraverso un buco rosa.
    Con lo sviluppo della “tecnologia del ritorno” il ciclo mestruale delle donne si ridurrà a trentasei minuti.

    3 Settembre 2008

  • Commento di Mari8anna

    Basta con questo razzismo sterile verso il Negroni Sbagliato! :D

    3 Settembre 2008

  • Commento di centopercento

    Io a sto punto spero che a sparire nel buco nero sia solo la Svizzera che, per quanto mi riguarda, da quando hanno chiuso i coffeeshop, è diventata inutile almeno quanto i ragazzi depilati.

    3 Settembre 2008

  • Commento di Alessandra

    Ehm, non vorrei scombinare i vostri piani e deludere le vostre aspettative circa il sopraggiungere di una quanto ormai prossima “morte per buco nero”, ma dovremmo attendere ben altri quattro anni (o almeno è così che ho letto) prima che Noi si venga “attratti” one-way dal predetto buco.
    Sì, lo so, anch’io c’avevo fatto già la bocca. E invece. Toccherà che continui a svegliarmi alle 4.30 (sì, di nuovo) fino a quando non porterò a termine un lavoro; che sbrighi l’ingombrante faccenda del compleanno (soprattutto); che faccia fare (io pagare) il tagliando alla macchina (che pure la revisione c’ho, quest’anno); che…ecc, ecc. Se non altro, per i prossimi quattro anni.

    3 Settembre 2008

  • Commento di stefano havana

    jimmydixxx: mi auguro di no! Anche se è davvero divertente vederlo segnare questi GOL DA ULTIMA SPIAGGIA già alla prima giornata. Ah ah ah!

    pillow: dovevo includerti nell’elenco!

    robilant: ecco. Questo è un commento che mi piacerebbe non finisse dentro il buco nero :-) Grande!

    mari8anna: zitta tu, e vedi di rimediare quantoprima uno… Schiaccianoche. (…)

    centopercento: sono con te nella tua battaglia.

    alessandra: quando ti sento parlare di “4.30″ come orario di risveglio, mi viene continuamente da pensare che ci sia qualcosa di sbagliato, in questa vita.
    [Ste]

    3 Settembre 2008

  • Commento di pank

    grande, ehehe

    3 Settembre 2008

  • Commento di jimmydixxx

    Ste: Che bastardo, prendersela con gli ultimi in classifica, quando tu sei primo ;-)…almeno fino al prossimo buco nero…

    4 Settembre 2008

  • Commento di Pillow

    tu mi vuoi morta.
    beh…sei solo l’ennesimo…

    4 Settembre 2008

  • Commento di stefano havana

    Pillow: no, morta no. Solo assottigliata nello spazio tempo!

    jimmy dixxx: coraggio. L’attore di spot pubblicitari con le treccine e i gioielli vi riporterà in alto!
    [Ste]

    4 Settembre 2008

  • Commento di Montezuma

    ehm, è solo un esperimento e non c’è il minimo rischio che finisca il mondo. Qualcuno legge troppo Repubblica

    4 Settembre 2008

  • Commento di Alessandra

    Ste: così va la vita, o meglio si sceglie che vada. C’è chi rimane sveglio fino alle 4.30 e chi, invece, preferisce svegliarcisi. Io preferisco svegliarmici. E poi, scusa eh, ma vuoi mettere. Cogliere il giorno sul nascere. Se ci pensi, uno, in genere, si sveglia che lui, il giorno, sta già lì. S’è già bell’e fatto. E, invece, così…

    4 Settembre 2008

  • Commento di jimmydixxx

    “E, invece, così…” ti svegli alle 11.60. Vuoi mettere?
    Il giorno sarà anche bello fatto alle 4.30. Ma la notte….

    5 Settembre 2008

  • Commento di Jon

    Secondo me invece dopo aver ricreato il big bang verra’ ricreato un nuovo mini universo dove pero’ tutto i pianeti sono popolati da svizzeri

    5 Settembre 2008

  • Commento di nicole

    Il tempo che si ferma….fantastico!
    Per sempre giovani e belli…
    L’elisir che tutti cercano (pubblicità, case farmaceutiche, achimisti, economi, amanti, poeti, istituti di ricerca, aziende di cosmetici, mariti, anziani)ha un nome davvero brutto, “Buco Nero”. Eppure succede spesso che cose apparentemente brutte si rivelino, poi, estremamente positive.
    Un esperimento che può far divertire il piccolo chimico o mettere in ginocchio il nostro pianeta. Preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno.
    Risucchiati da una materia densa, talmente densa dove la luce si andrebbe a perdere…
    ….praticamente un parto al contrario. Un parto, alla rovescia, di dimensioni mondiali!
    Altro che 4.30 del mattino - che poi è notte - e che diventa giorno…buio, buio più totale, come nella pancia della mamma…
    Diecisette settembre duemilaotto.
    Potrebbe essere l’inizio di un periodo preparatorio (magari proprio di nove mesi) ad un nuovo Mondo. Un Mondo semplice, come i bambini. Tante potenzialità, estrmamente spontanee, vissute con sopresa, sempre.Una consapevole rinascita non sarebbe male..

    7 Settembre 2008

  • Commento di stefano havana

    Nicole: a parte che ultimamente ti “sento” in forma. Poi ti dico che questo tuo piccolo “excursus” sul Nuovo Mondo mi ha fatto venire in mente una delle boutade più divertenti e riuscite di Woody Allen. Te la incollo e dedico:

    “La cosa più ingiusta della vita è come finisce. Voglio dire: la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo… Cosa ottieni alla fine? La morte. Che significa! Che cos’è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto? Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato.

    Bisognerebbe iniziare morendo, così ci si leva il pensiero. Poi, in un ospizio dal quale si viene buttati fuori perché troppo giovani. Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare per quarant’anni, fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione.

    Seguono feste, alcool, erba e il liceo.
    Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilità.

    Diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e finisci il tutto con un bell’orgasmo”.

    Non male eh?
    E allora viva la “consapevole rinascita” :-)
    [Ste]

    8 Settembre 2008

  • Commento di Alessandra

    “Harry a pezzi”:?

    8 Settembre 2008

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