Routine.

di stefano havana, 30 Dicembre 2008

Non sono del tutto convinto che la routine sia un male. C’è gente che ci muore, di routine. Un sacco di persone è volata giù dalle finestre per la troppa routine. Tutti a parlare male della routine. Una coppia, quando non funziona più, dà la colpa alla routine. Lei dice a lui che è colpa della quotidianità, che prima, PRIMA, tutto filava perché ogni giorno era una sorpresa, una novità, e invece adesso no, adesso c’è questa benedetta routine e allora tutto va a farsi benedire e chi s’è visto s’è visto.

Eppure io non sono sicuro che la routine sia un male. Noi SIAMO routine: siamo una specie di agglomerato di organi che fa sempre la stessa cosa. Siamo sacche di carne e sangue che vivono di routine, di banalità. La routine. La routine. A me piace la routine. Che posso farci? Non che non mi annoi. Mi annoio tantissimo, spesso e volentieri: mi fanno una paura quelle statistiche del cavolo che ogni tanto escono fuori sui giornali e spiegano quante ore della nostra vita passiamo a fare cose che non ci sogneremmo mai di inserire nell’elenco di quelle cosidette importanti. Invece si scopre che mediamente trascorriamo quattro anni fermi al semaforo oppure non so quanto tempo in ascensore. Sostanzialmente i più fortunati di noi finiranno dentro una bara avendo trascorso più tempo a maledire il rosso piuttosto che a scopare. Incredibile ma vero. La routine, la banalità è dietro l’angolo. Non si può mai dire. Fatto sta che tutti ci annoiamo. Pure quelli che, come me, asseriscono di amare la routine. O di non vederci nulla di sbagliato. E’ che io amo le piccole cose, c’è poco da fare. Non voglio fare grandi discorsi. Non mi voglio mettere a fare elenchi delle minute sciocchezze per cui vale la pena esistere, sarebbe noioso, appunto, e finirei sicuramente per infilarci una buona dose di qualunquismo che francamente mi vorrei evitare.

(anche se non posso esimermi dal dire che cucinare, per esempio, ripetere quegli insignificanti gesti della preparazione di un piatto - schiacciare l’aglio con la parte della mano vicina al polso, girare il sugo con un cucchiaio di legno, guardare l’acqua bollente acquietarsi per un istante al momento di versarci dentro il sale grosso - quella sì che è una cosa da inserire fra le cose per cui vale la pena esserci, insieme all’arte, agli occhi delle donne quando stanno dicendoti che faranno l’amore con te, alla rinazina spray nasale e ai pigiami scemi delle ragazze che t’hanno fatto innamorare)

La minutaglia umana ci rende vivi, secondo me, molto più del bungee jumping o di un viaggio in Australia a bordo di un cammello. Lassù, appesi a una corda elastica, o sopra la gobba di una bestia assurdamente lenta, diventa più e più volte evidente che stiamo facendo qualcosa di tremendamente finito, esauribile e che prestissimo ci riporterà al punto di partenza, cioè casa, il divano, il lavoro, il ghiaccio sul parabrezza alle sette di mattina. Leggere l’ultimo libro di Eric Lax su Woody Allen, faccio un esempio, bevendo Rum Matuzalem senza ghiaccio, è una roba che c’ha scritto “routine” in fronte, però alla fine è questa brodaglia qui che ci andremo a ricordare quando un giorno ci verranno a mancare gli occhi, non la volta in cui ci siamo buttati da 7000 metri d’altezza vestiti solo di un kilt scozzese.

Il gesto estremo è come scopare con una escort brasiliana col fisico della Canalis: a parte il fatto che non è detto che vada come hai sempre sognato, è soprattutto vero che una volta che hai finito gli amici a cui raccontare la prodezza, naturalmente edulcorandola di dettagli inesistenti, non ti resta niente, dentro, se non il giochino eterno del domandarti cosa avresti potuto farci di più costruttivo con quei 100 euro. Fare l’amore con una persona che hai paura che muoia, che stia male, che soffra, fare l’amore con una persona che ti stimola, fare l’amore con una persona di cui ti viene voglia di sentire il cuore battere mentre la penetri, è una stronzata talmente ovvia che è buona per una canzone di Venditti, però è anche il succo stesso della vita, secondo me, è routine allo stato puro, è convenzione, è ovvietà, è quotidianismo assoluto. Tutta questa gente che ha da dire contro la routine. Non riesco a capire. Dev’esserci qualcosa che non mi arriva al cervello, tipo l’aria in alta quota. Magari è davvero come dicono. Magari, nella vita, è tutta questione di bungee jumping o di viaggi in capo al mondo. Di sballo. Magari sono io l’ingenuo. Passa tu 18 ore in una fabbrica a inscatolare tonno e poi vienimi a dire se la routine è una buona cosa o no. Forse sono ingenuo io, davvero. Vai a capire. Comunque, se fosse possibile, a questo 2009 che viene io vorrei domandare un’onesta dose di routine, di quella buona, tagliata fina fina che come la metti in bocca quella subito si scioglie.

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  • Commento di Vale T.

    Mi associo sulla parte relativa al cucinare; girare il sugo con tutto quel profumino che sale è un momento rituale impareggiabile :-)
    E’ un piacere rileggerti Ste.

    30 Dicembre 2008

  • Commento di aNDy cAPp

    Era routine accendere il computer e andare subito a leggere i post di noantri, i commenti dei lettori e tutto il resto. Io chiedo a questo 2009 di farmi tornare a scrivere, a costruire, a riprovare quella fantastica emozione di leggere un numero a due cifre vicino alla parola “commenti” in basso a destra.

    30 Dicembre 2008

  • Commento di Parmachiara

    Secondo me è più difficile trovare la bellezza e il piacere delle piccole cose nella routine che buttarsi da un ponte legati ad un elastico. Voglio dire, per quello ci vorrà pure del coraggio, ma è questione di secondi e, come dici tu, che ti resta dopo?
    La routine è questione di allenamento, non ci vuole coraggio ma sensibilità e tanta passione per quello che siamo più che per quello che vorremmo essere. E secondo me è meglio, regala più soddisfazioni e una volta imparato il trucco te lo porti dietro per tutta la vita.

    Così, è il mio personale contributo per realizzare il desiderio di Andy :)

    30 Dicembre 2008

  • Commento di Parmachiara

    Dimenticavo.. un uomo che vuole sentire il tuo cuore battere in quei momenti è una rarità. Profonda, profondissima, profonderrima invidia per le donne che hanno avuto la fortuna di farsi amare da te, Ste ;)

    30 Dicembre 2008

  • Commento di aNDy cAPp

    @Parmachiara: grazie per il pensiero.
    ;)

    30 Dicembre 2008

  • Trackback di temporalia

    Un link ogni tanto……

    Ecco un bel post di fine anno. Qui, da Noantri, Stefano Havana, Una frase sta per l’intero senso:" La minutaglia umana ci rende vivi, secondo me, molto più del bungee jumping o di un viaggio in Australia a bordo di un cammello". …

    31 Dicembre 2008

  • Commento di Arturo Folletti

    Credo che la routine sia qualcosa che c’entra con il bisogno dell’uomo di sentirsi al sicuro. Può essere buona cosa ma se diventa soltanto un rifugio che ci protegge dalle cose che ci spaventano e non ci consente di osare a fare qualcosa di diverso
    allora non va bene

    Arturo Folletti

    31 Dicembre 2008

  • Commento di Ornella

    Ste, carissimo quando scrivi cose come queste, quasi mi “spaventi”….
    La routine, il quotidiano per me è tutto tranne che noia. E’ il volto stropicciato della mia piccola, alla mattina, quando la devo svegliare, sempre troppo presto per una bimba tanto piccola. E’ il mio lavoro che amo così tanto e che tanto impegna. Somo gli amici che conosco da sempre, pochi, ma sempre presenti. Sono i salti mortali per farci stare tutto con quella miseria di stipendio. E’ la mancanza dell’uomo che ti amava e che amavi ed è, infine e di nuovo, il sorriso,il volto, la voce e l’abbraccio di mia figlia, alla sera, quando giochiamo, ridiamo, leggiamo e sfinite, ci addormentiamo….
    Grazie per questo post, Ste, ti auguro un 2009 che si “sciolga in boca” :-)

    Ornella

    31 Dicembre 2008

  • Commento di il palombaro

    sarà un luogo comune ma bisogna essere più forti e coraggiosi a vivere nella cosiddetta routine che vivere una vita spericolata.
    poi se ti fermi a pensare, come si fa chiamare routine una vita qualunque dove ci si districa tra lavoro, amore, guai quotidiani, amici , figli e tant’altro? quella non è routine è l’esatto contrario. io che faccio un lavoro diciamo non propriamente normale, quando torno a casa vengo sopraffatto dalla routine.

    31 Dicembre 2008

  • Commento di maolina

    Mi associo con emozione, specie per la parte che riguarda la rinazina.
    No, scherzo, condivido tutto, io che sono una persona che adora la routine ma che per istinto, e con regolarità routinaria, vi sfugge (difficile da spiegare quest’ossimoro, dico soltanto che vivo simultaneamente in due città, nostalgica dell’una quando mi trovo nell’altra. E la “seconda città”, negli ultimi 15 anni, è anche cambiata….)
    Ma la citazione della rinazina mi ha dato un tuffo al cuore…empatia…riconoscimento….

    2 Gennaio 2009

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